Queste sono le foto scattate ai bambini dell'istituto nel corso della festività del Dashain le cui celebrazioni si sono da poco concluse in Nepal (e in altre zone dell'Asia come India e Thailandia). Si tratta di una festa hindu molto importante, forse al pari del Natale cristiano, che dura per più' di 2 settimane ed è celebrata da tutta la popolazione indipendentemente dalla casta di appartenenza.
Il festival che celebra tutte le manifestazioni della Dea Durga (la regina incondizionata di questa festa), cade durante il mese di Kartik nel calendario Bikram Sambat, solitamente tra il mese di settembre e ottobre del nostro calendario a seconda del calendario lunare, più o meno prima del raccolto del riso. Si tratta del trionfo del bene sul male. Durga è la dea madre, colei che porta fortuna e luce, oltre che vita: la distruttrice della morte.
Noterete che alcuni bambini giocano sull'altalena (qui chiamata "Ping"), non è a caso che soprattutto in questi giorni ne vengano erette numerose in tutto il paese, la tradizione vuole infatti che almeno una volta all'anno il corpo si separi dalla terra ed è proprio in concomitanza con questa festività che si approfitta per dare soprattutto ai bambini questa possibilità.
Cosa succede in Nepal in questi giorni?
Praticamente si ferma tutto: qualsiasi attività. Dieci giorni di puro relax e riposo nei quali ci si ricongiunge con i cari e con gli dei.
Ovviamente si prega intensamente, si visitano templi e si fanno molte puja collettive e familiari (il rituale che ha lo scopo di realizzare l'incontro mentale con la divinità).
Si e' soliti, come per il Natale, scambiarsi doni. L'articolo più gettonato e tradizionale e' il vestiario: gli abiti nuovi sono utili e simboleggiano la veste nuova dell'anno che sta per aprirsi, una nuova stagione dopo il monsone, quella dei raccolti, che ci si augura sia ricca e prospera.
La tradizione culinaria vuole la sua parte. Per questo evento il consumo di carne aumenta esponenzialmente in Nepal. Un bene di lusso durante il resto dell'anno. Anche quest'usanza ricorda la nostra antica tradizione contadina.
A Dashain, come a Natale, ci si reincontra: si visitano familiari e amici vicini e lontani. Molti dei nepalesi che vivono a Kathmandu o all'estero, si sforzano di tornare nei loro villaggi di origine per ricongiungersi con con quel nucleo originario che la necessita' e la povertà hanno tristemente diviso.
L'incontro con familiari e amici e' suggellato con un augurio di bona fortuna, la tika, (una mistura a base di riso, yogurt e polvere rossa) il segno che la tradizione hindu vuole posto da una persona cara in fronte, nello spazio tra gli occhi. Il segno più importante e' quello dato dagli anziani ai giovani, dalla saggezza alla speranza nel futuro.
Come in molti paese asiatici e mediorientali, anche in Nepal i bambini fanno volare gli aquiloni. Quale miglior momento se non Dashain! Quando il cielo e' tornato azzurro dopo il lungo monsone, l'umidità sembra aver dato una tregua e il freddo ancora non e' giunto ad abbracciare tutta la valle di Kathmandu insieme alle sue vette vicine e lontane.
La festa di Dashain finisce con la notte di luna piena, dopo 15 giorni di festa. Questa notte è detta “Kojagrata” che vuol dire “essere risvegliati”.